Esperanto

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L' esperanto è una lingua ausiliaria internazionale, creata dal medico oculista polacco Ludwik Lejzer Zamenhof dopo circa un quindici anni di studi, e poi pubblicata nel 1887 con il nome di Lingvo Internacia (Lingua Internazionale, pron. /lingvo internazìa/). Tale lingua è stata fatta per essere non di un unico popolo, ma di tutta l'umanità, ed aiutare quindi i popoli a capirsi, senza la diseguaglianza dovuta al fatto che si è costretti ad imparare una lingua altrui, ed evitare le enormi spese di tempo e denaro nell'apprendimento. Essa deve essere usata solo come lingua con gli stranieri in modo che non influisca con la propria lingua madre, che secondo gli esperantisti deve essere salvaguardata (al contrario di come invece sta accadendo con l'inglese, che si infiltra nelle altre lingue).

Indice

[modifica] Semplicità per un ideale di uguaglianza

La sua grammatica è semplice ed essenziale ma allo stesso tempo ha la stessa espressività di una lingua etnica, cosicché anche gli adulti possono apprenderla e padroneggiarla facilmente, comprese quelle persone che hanno difficoltà ad apprendere una lingua straniera. Alcuni studi hanno dimostrato che si può apprendere l'esperanto in meno di 6 mesi, corrispondenti a 7 anni di lingua inglese, ma persone portate per le lingue possono impararla in un tempo molto minore[1].

[modifica] Cenni di grammatica

Oltre che semplice, la grammatica è regolare, e non esistono eccezioni. Il plurale per esempio si fa sempre aggiungendo una -j al sostantivo o aggettivo, tutti i verbi all'infinito terminano in -i, gli aggettivi in -a, i sostantivi in -o e gli avverbi in -e. Queste regole sempre rispettate fanno sì che chi impara questa lingua sviluppi dei "riflessi condizionati" ai quali non interferiscono le eccezioni. Ad esempio, il passato si forma con l'aggiunta di -is al verbo, e siccome non ci sono eccezioni a ciò, il cervello non deve sprecare energie cognitive per controllare se la il verbo è irregolare, come in inglese "think", che diventa "thought" e non "thinked" (in esperanto "pensare" si dice "pensi", al passato diventa "pensis"; è obbligatorio indicare il soggetto, come in inglese).

[modifica] Alfabeto

L'alfabeto è composto da 28 lettere ognuna con un unico suono, mentre ogni suono è indicato da un'unica lettera. Segue che le parole si leggono sempre come si scrivono, con la massima trasparenza fonologica. Le vocali sono cinque, simili a quelle italiane e sono quelle più diffuse nel mondo. Esistono due semivocali: j ed ŭ. La pronuncia è chiara e scandita come l'italiano, ma l'accento cade sempre sulla penultima vocale. Per poter rappresentare tutti i 28 fonemi con 28 lettere, Zamenhof creò altre lettere, caratterizzate da un segnetto sopra. Esse sono: ĉ, ĝ, ĥ, ĵ, ŝ, ŭ.

[modifica] Classificazione linguistica e motivi della sua facilità

Questa lingua può essere riassunta come l'unione di varie caratteristiche di lingue diverse, ad esempio:

[modifica] Efficacia propedeutica

È per le sue caratteristiche e la sua trasparenza che numerosi studi fatti nel secolo scorso hanno dimostrato che chi studia l'esperanto per alcuni mesi riesce ad imparare altre lingue in un tempo molto minore. Addirittura, come risulta da studi fatti nel Regno Unito, studenti che hanno studiato prima due anni di esperanto e poi tre anni di un'altra lingua (il tedesco o il francese), parlavano la seconda lingua studiata (tedesco o francese) meglio di quelli che l'avevano studiata per cinque anni consecutivi. Come questo ed altri simili esperimenti hanno dimostrato, i risultati sono incoraggianti anche per gli studenti meno portati per le lingue (vedi [1]).

[modifica] Gli esperantisti

Dopo la prima diffusione, tutta la comunità che aderiva a questa lingua e le sue idee contribuì alla sua evoluzione, rendendola a tutti gli effetti una lingua viva. Gli esperantisti sono diffusi in tutto il mondo, specie in Europa, Cina, Brasile.

Uno dei più noti sostenitori recenti di questa lingua è stato Claude Piron (psicologo, scrittore e traduttore per le nazioni unite di cinese, russo, inglese, francese). Il Manifesto di Praga contiene un riassunto della filosofia della lingua. Attualmente è la lingua artificiale più parlata al mondo e più diffusa in internet. I testi in esperanto vantano traduzioni delle più note opere d'arte e composizioni originali, anche con una notevole resa artistica.

[modifica] Gli incontri internazionali

Essendoci il bisogno di usare l'esperanto, gli esperantisti si incontrano annualmente in vari congressi internazionali su vari temi. Ci sono ad esempio incontri per insegnanti, o anche incontri riservati ai giovani, mentre la rete internazionale di parlanti cerca di ridurre al minimo le spese di viaggio.

[modifica] Lingua libera

Per la sua diffusione libera viene spesso paragonata al sistema operativo Linux, poiché entrambi sono liberi, gratuiti ed i loro ideatori iniziali hanno rinunciato ai diritti, regalando al mondo queste due creazioni.

[modifica] Scrivere l'esperanto al computer

L'esperanto conosce negli ultimi anni una nuova rinascita grazie ad internet. Tuttavia, non essendo una lingua nazionale, nessun fabbricante di computer si è mai posto il problema di creare una tastiera apposita, tanto più che ogni esperantista parla anche una lingua nazionale. In precedenza il problema era per le macchine da scrivere che non avevano tali segnetti (essendo la lingua di cultura il francese, tutte le macchine con la tastiera francese potevano aggiungere i cappelletti sulle lettere). Tuttavia i modi per integrare informatica ed esperanto ormai ci sono anche per il computer.

Quando non è possibile scrivere i segnetti sulle lettere ĉ, ĝ, ĥ, ĵ, ŝ, ŭ, si usano prevalentemente due metodi. Il primo è quello suggerito da Zamenhof[2], e consiste nello scrivere queste lettere senza cappellino seguite da una h (per la u si omette la h); il secondo è simile al precedente, ma invece della h si usa la x, e la si pone anche dopo la u. Ad esempio:

C'è da dire che ormai gli esperantisti possono tranquillamente usare le lettere dell'esperanto in tutti i principali sistemi operativi, nella posta elettronica, nei più moderni forum (ecc.). Questo perché il supporto alla codifica universale dei caratteri informatici Unicode è supportato ormai in larga scala da sempre più sistemi in quanto futuro standard per il Web 2.0, facendo immaginare che in futuro i sistemi cx e ch saranno sempre meno usati. Per una corretta ed universale visualizzazione dei caratteri, è necessario impostare una codifica di Unicode, generalmente UTF-8 (standard di internet che consente di ottenere file di testo di dimensioni molto ridotte), sia quando si salva un documento di testo, sia nella propria casella di posta elettronica.

Sono vari i modi per scrivere tali caratteri in un qualsiasi computer[3], e vanno dalla modifica personalizzata della mappatura della tastiera fino a programmi che quando attivi includono le lettere dell'esperanto con combinazioni particolari e personalizzabili (ad esempio possono sostituire automaticamente CX → Ĉ), oppure con un "tasto morto" (premendo ad esempio una C dopo aver premuto questo tasto a scelta, ad esempio "\", apparirà Ĉ, premendo uno spazio dopo il tasto "\", apparirà il simbolo "\", altrimenti inscrivibile), o infine con delle combinazioni di tasti (ad esempio, ALT+C → Ĉ). Tra i vari metodi per scrivere le lettere:

[modifica] Programmi installabili

[modifica] Personalizzazioni della tastiera

Oppure andare su "Preferenze della tastiera" se si usa l'ambiente Gnome (come ad esempio Ubuntu). Se invece si usa Kde andare su "Strumenti" - "Strumenti di sistema" - "Configuara il tuo desktop". Scegliere "Lingua e paese", quindi, sulla sinistra, scegliere "Mappatura della tastiera". Nella finestra di apertura (linguetta superiore su "Disposizione") smarcare "Abilita le mappature della tastiera"; quindi cliccare sulla linguetta "Avanzate". D'ora in avanti la procedura è identica per Gnome e Kde. Cliccare su "Disposizioni", cliccare sul pulsante "Opzioni.." (in baso a sinistra). Nella nuova finestra "Opzioni di disposizione tastiera" cliccare sull'opzione "Aggiunta dei circonflessi Esperanto (Supersigno)" e spuntare "Al tasto corrispondente in una tastiera QWERTY". Sempre nella stessa finestra cliccare sull'opzione: "Tasto per scegliere il terzo livello" e scegliere il tasto con il quale apparirà la lettera circonflessa. Al termine chiudere tutte le finestre.

[modifica] Senza modifiche alla configurazione della tastiera

[modifica] Servizi web

[modifica] Note

  1. 1,0 1,1 Bollettino ufficiale del Ministero della Pubblica Istruzione. Anno 122°, Roma, 25 maggio - 1° giugno 1995, n. 21-22
  2. che lo aveva previsto ovviamente non per i computer, ma per le macchine da scrivere
  3. La parte seguente è basata sulla guida a diffusione libera Guida rapida ad EK di F. Costanzo

[modifica] Bibliografia

[modifica] Collegamenti esterni

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