Disastro nucleare di Fukushima Dai-ichi

Da Ekopedia.

Il disastro nucleare di Fukushima Dai-ichi comprende una serie di quattro distinti incidenti nucleari occorsi presso la centrale nucleare omonima a seguito del terremoto e maremoto del Tōhoku dell'11 marzo 2011.

Secondo lo scienziato nippo-statunitense Michio Kaku si tratta del più grave incidente di qualsiasi tipo nella storia, sarà certamente il più costoso da rimediare e porterà al forzoso abbandono delle attività agricole per 120-300 anni di un'area tra i 5000 e i 10000 chilometri quadrati nel fertile Giappone settentrionale [1].

Diffusione del gas nobile radioattivo Xeno-133, che ha ricoperto tutto l'emisfero settentrionale della Terra, dal polo nord fino a circa 10° a nord dell'equatore. [2]

Indice

Contaminazione radioattiva prodotta dal disastro nucleare di Fukushima

La quantità di Cesio-134, Cesio-137 e Iodio-131 esalata dai tre reattori nucleari che sono andati in meltdown è stata calcolata come pari o superiore a 1/10 di quella emessa dal disastro nucleare di Chernobyl [3] [4]. Da segnalare che le sostanze radioattive da Cernobil sono state espulse in poco tempo e per lo più nella troposfera (con diffusione in tutto l'emisfero nord), a causa delle alte temperature causate dall'incendio della grafite-moderatore della reazione nucleare. La radiazione di Fukushima è stata dispersa da eventi esplosivi, da incendi e da una miscela di vapor d'acqua (anche acqua marina) e aerosol di sostanze radioattive diffuse mediamente in un area con raggio 30 km dalla centrale, ma con propaggini che si estendono a 60 km, con uno schema di distribuzione a "macchie di leopardo" che tra l'altro copre molte zone della popolosa città di Tokyo. [5] La procedura di irrorazione con l'acqua marina, e la presenza di enormi buchi e larghe fessure nei reattori ha provocato un gravissimo inquinamento radioattivo dell'Oceano Pacifico, e nei primi giorni moltiplicò per 3000 volte la dose normale di radiazione. [6][7] Si stima che la dose di stronzio-90 e stronzio-89 radioattivi (si concentra nelle ossa) che è stata diffusa nell'Oceano Pacifico superi il peta-becquerel (ossia 1015, pari a un milione di miliardi di becquerel). [8] Anche i livelli di Cesio sono molto elevati [9].

Varie sostanze radioattive hanno ricoperto tutto l'emisfero settentrionale della Terra, dal polo nord fino a circa 10° a nord dell'equatore [10]. I quantitativi dei tre prodotti di fissione Cs-137, I-131 e Xe-133 sono stati investigati grazie ai dati forniti da stazioni di monitoraggio della rete internazionale (in inglese) Comprehensive Nuclear Test Ban Treaty Organization. Riguardo al gas Xe-133, il rilascio totale viene stimata all'incirca 6 x 1018 Becquerel emessi durante le esplosioni delle unità 1, 2 e 3 (lo Xeno è un gas nobile radioattivo, indicatore dell'avvenuta fissione nucleare, che non viene assorbito dagli organismi viventi, ma essendo più pesante dell'aria si estende come un velo al suolo, irradiando il terreno). Secondo stime della medesima organizzazione circa l' 80 % dei materiali radioattivi del core è stato rilasciato nel atmosfera cosa che indica un esteso meltdown nucleare dei core dei reattori. Il rilascio totale in atmosfera degli aerosol di Cs-137 e I-131 viene stimato attorno ai 1016 e 1017 Bq, rispettivamente [11].

Una serie di nuvole radioattive da Fukushima si sono propagate verso l'Alaska e verso tutta la costa occidentale del Canada, l'Oregon, lo Stato di Washington e la California, fino in Messico. Nel 2012 in molti prodotti agricoli da queste zone si registrava l'emissione di radiazioni alfa e beta e all'analisi chimico-fisica si rivelava la presenza di isotopi radioattivi provenienti da Fukushima. [12]

Non solo, ma nei fumi sprigionati dall'incendio del reattore si riscontra cesio-137, elemento radioattivo con capacità di provocare danno a lungo termine, ma anche, se in elevate concentrazioni, un metallo pesante tossico per il cuore e per i muscoli, che lo confondono con il catione potassio, dal momento che polarità e dimensioni di questo atomo naturale sono simili a quelle del cesio. Si tratta di un metallo pesante in grado di provocare aritmie cardiache e infarti del miocardio. [13]

Attualmente (2013) nel Giappone centrale si riscontra spesso la presenza di una polvere sparsa nera molto radioattiva, geograficamente disposta a macchie di leopardo, principalmente a Fukushima City, a Minamisoma giungendo fino alla periferia nord di Tokyo che forma strie e macchie in punti che corrispondono alla formazione di rivoli d'acqua e aree di ristagno o punti dove si formano dei vortici dovuti al vento, che accumula piccoli mulini di polvere. Questa polvere, analizzata nel 2012, è composta principalmente da cesio-134, cesio-137, cobalto-60, radio-226, torio, ittrio, piombo (possibilmente utilizzato per refrigerare il core dei reattori esplosi e bloccare i raggi gamma), terre rare e altre sostanze. [14]

Conseguenze sulla vita animale, umana e vegetale

Forse in correlazione con queste radiazioni, stanno apparendo insoliti insetti [15][16][17], pesci come giganteschi tonni radioattivi[18], rondini totalmente bianche [19] e altri animali mutanti [20][21][22] e le foche in Alaska stanno morendo di cancro [23]. In California e in Oregon dal 2012 si sta verificando una imponente moria di leoni marini che presentano alti livelli di radiazione dovuta al cesio che si concentra nel cuore e nel fegato (ma non si capisce se la causa siano le radiazioni da Fukushima, dal Hanford site oppure dalla centrale elettronucleare San Onofre) [24].

Recentemente, nella baia di Fukushima, per monitoraggio è stato pescato un pesce che presentava livelli di radiazione superiori a 2.500 volte il massimo accettato dalla legislazione nipponica [25].

Ha contaminato pesantemente le montagne dove si trovano le sorgenti dell'acqua corrente che alimentano la città di Tokyo [26] La foresta nel raggio di 20 km attorno alla centrale sta diventando una giungla radioattiva con piante gravemente ammalate. [27] . Circa 20.000 km2 nella regione del Kanto sarebbero da classificare come area altamente radioattiva, e i 10 milioni di abitanti li presenti sarebbero da evacuare (o almeno andrebbe proibita l'agricoltura o la zootecnia nella zona) o da sottoporre a gravi restrizioni sulla vita (divieto di procreazione, evacuazione forzosa delle famiglie con figli piccoli) [28]

L'impianto, ormai vecchio di 30 anni, era stato studiato per resistere a terremoti fino al 7/7,5 grado della scala Richter e il terremoto del 11 marzo 2011 nel Pacifico, al largo della grande isola giapponese di Honshu era nel suo epicentro del nono grado Richter e nel sito della centrale superò l'ottavo grado (circa 10 volte meno intenso). Molte tubazioni erano già scoppiate prima dell'arrivo dello tsunami, e secondo alcuni ingegneri il primo reattore era in meltdown nucleare prima dell'arrivo dell'onda. Secondo alcuni "insiders" si sapeva già della vulnerabilità dell'impianto a sismi superiori a 7 Richter.[29]

La gestione dell'incidente da parte della TEPCO è stata caratterizzata da reticenza, menzogne e abbandono della popolazione locale al suo destino [30][31][32][33]. Anche il ministero giapponese dell'energia è stato accusato di aver nascosto molti dati [34][35][36]. Secondo molti scienziati la città di Fukushima doveva essere evacuata, soprattutto dai giovani e dalle donne in età fertile, per evitare malformazioni e accumulo di danno genetico da radiazione, ma questo non è avvenuto [37]. Il governo giapponese sembra più impegnato a proteggere l'industria peschiera che a tutelare la salute dei cittadini, vista l'autorizzazione al consumo del pesce dalla prefettura di Ibaraki [38][39].

Nel relitto del reattore #3, l'asportazione dei resti delle barre di combustibile avviene tramite una gru, che deve essere diretta da una telecamera e da indicazioni di personale attorno alla botola del reattore, personale che deve indossare tute in filamenti in denso tungsteno, per resistere alle radiazioni [40].

Sono stati fotografati alcuni interventi molto approssimativi di riparazione del meccanismo di ricircolo dell'acqua delle vasche di raffreddamento del combustibile "esaurito" (con tubi di plastica "Kanaflex" e raccordi a base di adesivo "duct tape" [41]). Alcuni operai hanno denunciato che i loro dosimetri di radiazione sono stati manomessi o coperti con lamine di piombo. Nei primi mesi dopo il disastro, il 40% degli operai di Fukushima non aveva alcun dosimetro. [42]

Durante la prima settimana del disastro, si trovava in zona il gruppo navale della portaerei americana Ronald Reagan, che prestò alcuni soccorsi tramite i suoi elicotteri alle vittime nell'area. La portaerei venne investita dalla nube radioattiva e dovette fuggire molto velocemente dalla zona, e comunque il suo equipaggio subì sia un severo irraggiamento gamma che un assorbimento dei vari inquinanti radioattivi: cesio, iodio, sodio, xenon. Attualmente alcuni di questi marinai presentano sintomi di avvelenamento radioattivo, come noduli tiroidei, sanguinamento intestinale e alcuni hanno avuto figli con gravi malformazioni. [43]

Alcune fonti affermano che tre poliziotti (che non avevano tute anti-radiazione né maschere con filtri d'aria) inviati a controllare furti nella zona di esclusione (entro 50 km di raggio dalla central) sono morti per leucemia [44]. Alcuni pazienti denunciano che in tutto il territorio giapponese, molti dei rapporti che riferiscono casi di leucemia acuta vengono corretti come diagnosi di infezione, infarto, polmonite, ecc. [45]. Nella zona centro-orientale dell'isola di Honshu, si è verificato un generale aumento della mortalità, verosimilmente collegato a varie circostanze legata allo tsunami e al successivo disastro nucleare [46][47].

Nella "decontaminazione" e successiva manutenzione dell'impianto (anche se fermo le vasche e il reattore nucleare devono essere raffreddati) sono stati impiegati ex-carcerati, debitori, spacciatori e altri "menomati sociali" reperiti dalla mafia giapponese Yakuza [48][49].

Dopo due anni dall'incidente, dati statistici dell'OMS rilevano un aumento del 70% dei casi di tumore alla tiroide nelle donne [50]. Le radiazioni nella città di Fuskushima superano quelle della zona di esclusione di Chernobyl [51].

Misurando la concentrazione del cesio-137 nelle foreste della prefettura di Fukushima, si è scoperto che esso tende ad accumularsi negli alberi, aumentando anno dopo anno, impedendo il dilavamento verso torrenti, fiumi e l'oceano. Alcuni scienziati hanno consigliato il taglio di questi alberi alla radice, in modo che si impedisca la concentrazione e la persistenza degli elementi radioattivi. [52]

Aumento della mortalità prenatale e neonatale nella costa occidentale degli USA

Negli Stati Uniti, il fallout da Fukushima arrivò dopo sei giorni dalla sequenza terremoto, tsunami, e meltdown. Alcuni campioni della radioattività nelle precipitazioni, aria, acqua, e latte, prelevate dal governo USA, mostravano livelli centinaia di volte sopra il normale; nonostante questo, il piccolo numero di campioni proibisce qualsiasi analisi credibile di tendenze nel tempo e di confronti tra aree diverse

Gli ufficiali sanitari degli USA fanno un resoconto settimanale delle morti per ogni età in 122 città, pari al 30% del totale nazionale. Le morti aumentarono del 4,46 percento dal 2010 al 2011 nelle 14 settimane dopo l'arrivo del fallout dal reattore nucleare di Fukushima, che possono essere confrontati con un aumento del 2,34 percento nelle precedenti 14 settimane. Il numero di morti nell'infanzia dopo il disastro nucleare di Fukushima aumentarono del 1,80 percento, confrontabile con un decremento del 8,37 percento tra il 2009 e il 2010 (frutto probabilmente di migliorie nell'assistenza prenatale e in quella ospedaliera natale e postnatale, dovute alla riforma sanitaria di Barack Obama). [53]

Censura sull'informazione da Fukushima

I mezzi d'informazione alternativa hanno denunciato i mezzi di comunicazione mondiali "mainstream media", come responsabili della messa in atto di una autentica censura sul nucleare [54][55] (I media"asserviti" minimizzano sia l'entità dell'incidente che le spaventose conseguenze a lungo termine. Inoltre se ne parla sempre meno spesso, preferendo trattare ossessivamente le stesse quattro notizie di cronaca nera o rosa). E' stata dimostrata la diffusione a livello mondiale di dati errati e di notizie false e tendenziose riguardo all'inquinamento dovuto all'incidente di Fukushima. [56][57][58] Alcuni studiosi, come Arnie Gundersen hanno ribadito questi concetti, e ventilato la possibilità che si verifichino 1 milione di casi di tumore in eccesso, contando soltanto il Giappone. [59]

Saranno necessari decenni se non secoli per poter tornare a praticare l'agricoltura nell'area compresa entro il raggio di 30 km, dato che dopo un anno si misurano livelli di radiazione superiori a 1000 becquerel per kg di suolo. [60]

Cronologia degli eventi

Il 24 maggio 2011 la TEPCO, la società che gestisce l'impianto, ha confermato che nei giorni immediatamente seguenti al maremoto è avvenuta la fusione dei noccioli dei reattori 1, 2 e 3[61], con un accumulo del materiale fuso alla base dei vessel.

« Il quarto, il quinto e il sesto reattore della centrale sono stati portati in pochi giorni dall'incidente allo "spegnimento stabile" (temperatura sul fondo dei recipienti di contenimento dei reattori inferiore a 100 gradi) mentre i primi tre hanno raggiunto lo stadio di "raffreddamento stabile" (funzionamento del sistema di raffreddamento a regime e senza aumento del livello dell'acqua accumulata e conseguente diminuzione continua della temperatura e della radioattività) il 20 luglio 2011. Secondo le previsioni, questi tre reattori saranno portati allo "spegnimento stabile" nel gennaio del 2012 »
(Dichiarazioni della TEPCO nel luglio 2011[62])

Complessivamente l'incidente, nella prima settimana stimato al grado 4 della scala INES, quindi al livello 5[63] (a pari livello con il singolo Three Mile Island in cui però non si ebbero né esplosioni, né rilasci di radioattività nell'ambiente pari all'evento giapponese); è stato infine provvisoriamente classificato dall'Agenzia per la sicurezza nucleare e industriale del Giappone al grado 7, il massimo grado della scala, finora raggiunto solo dal disastro di Chernobyl, considerando l'insieme dell'evento e non più i singoli incidenti distinti (classificati tra i livelli 3 e 5).[64][65][66][67]

A causa del terremoto molti altri impianti nucleari giapponesi sono stati coinvolti, sia centrali nucleari che impianti del ciclo del combustibile. Gli impianti di generazione elettrica direttamente coinvolti con arresti automatici dei reattori sono stati quelli di Fukushima Dai-ichi, Fukushima Dai-ni, Onagawa e (in inglese) Tokai; è stato anche coinvolto il (in inglese) centro di riprocessamento di Rokkasho che funziona con l'energia fornita dai generatori diesel di emergenza. Le maggiori preoccupazioni riguardano quattro dei sei reattori dell'impianto di Fukushima Dai-ichi, e in particolare il reattore numero 4, il cui edificio è stato quello maggiormente danneggiato dalle esplosioni di idrogeno, e nel quale le barre di combustibile a rischio fusione non sono quelle in uso all'interno del recipiente in pressione (vessel), ma quelle stoccate nelle vasche del combustibile esausto, che si trovano quindi al di fuori della struttura di contenimento primaria del reattore.[68]

Struttura dei sistemi di protezione dei reattori

Resistenza allo tsunami

Non è possibile stabilire con esattezza quanto l'impianto sia stato danneggiato dal terremoto e quanto dal successivo tsunami, anche se allo stato attuale sembra che il danno maggiore sia stato provocato proprio da quest'ultimo: l'acqua dell'onda anomala avrebbe infatti messo fuori uso i sistemi elettrici che governano i sistemi di raffreddamento dei reattori della centrale innescando così la crisi e la successione di eventi occorsi. In particolare l'onda di tsunami che ha colpito l'impianto misurava almeno 14 metri di altezza, dalle tracce riscontrate nel parcheggio che si trova appunto a questa altezza, mentre l'impianto era stato progettato per far fronte al massimo ad onde di 6,5 metri di altezza.[69] La stessa ondata ha provocato la morte per annegamento dei due operatori che si trovavano nei locali scantinati della turbina dell'unità 4, ferma in manutenzione e con il reattore vuoto, erano stati dati per dispersi sin dal primo evento.

Cause delle esplosioni

Produzione di una miscela tonante idrogeno/ossigeno per dissociazione termica

A causa dell'aumento di temperatura delle barre d'uranio rimaste scoperte d'acqua, il rivestimento esterno in lega metallica "Zircaloy" reagisce con l'acqua a temperatura di circa 1200 °C ossidandosi e liberando idrogeno. Questo a contatto con l'ossigeno atmosferico e in proporzioni opportune forma una miscela esplosiva. Basta quindi un innesco per provocarne l'esplosione.

Nell'edificio esterno dell'unità 1 l'esplosione è avvenuta in seguito al rilascio controllato del gas/vapore contenuto nel reattore in concomitanza con una forte scossa di assestamento. Il rilascio era autorizzato dalle autorità giapponesi e previsto dalle procedure d'emergenza per consentire d'iniettare acqua, altrimenti non possibile per la contro-pressione dovuta sia al vapore che all'idrogeno accumulatosi all'interno del reattore.

Esplosione per criticità del plutonio nel reattore #3?

La meccanica suddetta (deflagrazione da idrogeno) si ritiene sia stata quasi certamente all'origine dell'esplosione dell'edificio 1, ma per quanto riguarda l'esplosione dell'edificio, da osservazioni di esperti del settore (Arnold Gundersen), inerenti l'energetica associata allo scoppio, fanno propendere per un diverso meccanismo, secondo cui in realtà sarebbe avvenuta una detonazione innescata da una criticità locale di fissione del materiale radioattivo presente nella piscina di stoccaggio, generando qualcosa di assimilabile, agli effetti, a un' arma radiologica.

Tale spiegazione sarebbe coerente con l'energia di rilascio stimabile dalla proiezione a molte decine di metri da terra di ampie porzioni del tetto dell'edificio, con la velocità di propagazione supersonica dell'onda d'urto, con l'osservazione di una forte fiamma un attimo prima dell'evento, col ritrovamento di frammenti di plutonio anche a considerevole distanza dall'edificio. [70][71]

Stato dei reattori

Nella giornata dell'11 marzo in un edificio minore delle zone non nucleari dell'impianto è nato un piccolo incendio, che ha richiesto meno di due ore per essere estinto. Una situazione più grave era però emersa entro le zone nucleari dei tre reattori di Fukushima Dai-ichi in funzione, in questi il reattore era stato fermato automaticamente con successo, ma i generatori diesel avevano subito numerosi danni, lasciando quindi i tre reattori senza energia elettrica per alimentare il sistema di refrigerazione per dissipare il calore residuo del reattore.[72] Questo ha portato la TEPCO a comunicare una situazione di emergenza, che ha permesso alle autorità di far evacuare la popolazione residente entro i 3 km dall'impianto, circa 1000 persone.

Nove ore dopo il ministero dell'economia, del commercio e dell'industria ha comunicato che presso l'impianto erano arrivati quattro generatori diesel mobili, tre dei quali, già operativi, fornivano energia per i sistemi di emergenza dell'impianto e che altri moduli erano in arrivo per via aerea.[73]

Fukushima Dai-ichi 1

« Il 12 marzo a causa del mancato funzionamento degli impianti di raffreddamento di emergenza la pressione interna all'edificio del reattore #1 è aumentata costantemente nel corso delle ore.

Alle 2 di notte del 12 marzo, è stata riportata una pressione di circa 600 kilo-Pascal , a fronte di una pressione normale di funzionamento di 400 kPa. A seguito di questo, la società elettrica ha preso la decisione di ridurre la pressione interna per gli impianti per cui non sono funzionanti i sistemi di refrigerazione, contemporaneamente alle operazioni di ripristino del normale funzionamento dei sistemi ed alla monitorizzazione dell'impianto.
Alle 4:20 la IAEA ha confermato che erano in corso lavori per ripristinare l'alimentazione con generatori mobili e che sarebbe avvenuta una decompressione controllata utilizzando filtri per trattenere la maggior parte delle radiazioni entro l'impianto[73]»

(IAEA che riprende le bugie della TEPCO)

Alle 13:30 gli isotopi radioattivi cesio-137 e iodio-131 sono stati rilevati vicino al reattore[74] il che indica che una parte del nocciolo è rimasta scoperta per la diminuzione del livello del refrigerante nel reattore.[75] Alle 15:36 c'è stata una esplosione nel reattore,[76] quattro operai sono stati feriti, e la parte superiore dell'edificio secondario di contenimento del reattore è stata spazzata via, lasciando al suo posto lo scheletro di acciaio.[77]

« "C'è una "significativa possibilità" che le barre di combustibile radioattivo si siano parzialmente fuse mentre l'esplosione non aveva compromesso l'integrità del contenimento principale del reattore[78] »
(Yukio Edano, portavoce del governo giapponese (mentendo spudoratamente)[79])

Verso le 20:00 sono iniziati gli interventi di pompaggio di acqua marina, per raffreddare il reattore, e di acido borico, che assorbendo i neutroni blocca la reazione a catena.[78]

In realtà il reattore era stato gravemente danneggiato sia dal terremoto (che eccedeva di molto i 7,5 gradi Richter, limite massimo di sicurezza per il quale si testano le strutture) che dallo tsunami. Nell'epicentro sotto al fondo del Oceano Pacifico il sisma raggiungeva i 9 Richter, se nella zona della centrale di Fukushima (a qualche kilometro di distanza) raggiungeva gli 8 Richter era un terremoto 30 volte meno potente di quello all'epicentro, ma sempre 0,5 gradi logaritmici, ossia circa 6 volte più forte del limite massimo strutturale garantito! [80]

Infatti 20 giorni dopo si sapeva che il reattore era forato sin da 3 ore dopo il sisma (probabilmente qualche condotta si era staccata per i violenti scossoni), perdeva acqua e stava già andando in meltdown nucleare, che era già avvenuto 16 ore dopo, ossia dopo la dichiarazione del giorno 12. [81][82]

12 aprile 2011, l'incidente di Fukushima dichiarato grado 7 della scala INES

Il 12 Aprile il livello di gravità è stato innalzato al 7° grado, come nel disastro di Chernobyl del 1986 [83].

13 maggio, dichiarazioni della TEPCO al giornale TIME

Il 13 maggio, la TEPCO ammetteva al giornale TIME che le letture del livello dell'acqua nel reattore #1 erano totalmente errate, e che in effetti il livello del liquido di raffreddamento era di 5 metri al di sotto del limite superiore delle barre (e dunque sono totalmente scoperte), e che per buona parte le barre sono andate in meltdown. Inoltre il reattore presenterebbe perdite (forse dei veri e propri fori) in più punti. [84]

Fukushima Dai-ichi 2

Nei primi momenti dall'incidente il reattore risultava in stato di attenzione ma non in stato di serio danneggiamento o critico.

Il 14 marzo le barre del combustibile nel mezzogiorno erano completamente scoperte (non più sotto battente d'acqua), in quanto è fallito il pompaggio dell'acqua marina all'interno del nucleo del reattore nucleare a fissione.[85] Alle 13:21 la TEPCO ha dichiarato che non è esclusa la parziale fusione delle barre del combustibile nucleare all'interno del reattore 2.[86] Sono stati riscontrati gravi danni al nocciolo del reattore, probabilmente a causa della mancanza di refrigerante, questo ha portato a continuare l'iniezione di acqua marina ma il livello del liquido è al momento sconosciuto ma tendenzialmente in diminuzione, mentre è stato riportato che la pressione è aumentata fino a 700 kPa che ha reso l'iniezione di acqua impossibile per la pressione troppo elevata. Per risolvere il problema è stata quindi rilasciata una certa quantità di vapore che ha permesso una nuova iniezione di acqua. La TEPCO effettuato una notifica dichiarando che da prospezioni delle 08:50 che alcune barre di combustibile sono state presunte rotte, sulla base di radiazioni rilevate.[87]

Il 15 marzo alle 00:08 ora italiana si è registrata una esplosione al reattore 2.[88] La TEPCO annuncia che è stata evacuata parte del personale. Le autorità hanno ammesso che in seguito all'esplosione c'è stata una rottura non quantificata della camera di soppressione della pressione (wet-well), una struttura toroidale posta nella parte inferiore del sistema di contenimento del reattore.

Fukushima Dai-ichi 3

Nelle giornate dell'11 e del 12 marzo non persistevano particolari preoccupazioni per il reattore, in quanto i sistemi di raffreddamento, seppur in crisi, erano stati sostituiti parzialmente da altri apparati provvisori. Desta particolare preoccupazione il fatto che in questo reattore venisse usato come combustibile nucleare anche plutonio: nel settembre 2010 per la prima volta il reattore 3 era stato caricato con combustibile Mixed oxide fuel al posto dell'uranio a basso arricchimento usato negli altri reattori della centrale[89].

Il 13 marzo si è dovuto ricorrere all'utilizzo di acqua di mare come refrigerante primario del reattore, sono presenti malfunzionamenti nei sistemi ma i livelli sono stabili. Per alleviare la pressione interna al reattore, sono poi iniziate delle operazioni di rilascio del gas, che hanno portato con loro piccole quantità di radioattività, il livello del liquido da un primo momento in cui aumentava, in un secondo iniziava di nuovo a diminuire. Alle 23:30 la Nuclear and Industrial Safety Agency ha riportato che alcune letture davano il livello del liquido refrigerante due metri sotto la cima degli elementi di combustibile, rappresentando quindi un serio rischio per la loro integrità, mentre altre strumentazioni ne riportavano ancora un livello nei limiti di sicurezza.[69]

Il 14 marzo alle 11:01 si è osservata un'esplosione seguita dallo sprigionarsi di fumo bianco dovuta a una fuga di idrogeno[90], l'esplosione è stata molto più potente di quella avvenuta nel reattore 1: una larga sezione del tetto dell'edificio del reattore è stata scagliata verso l'alto ed è ricaduta su altre strutture della centrale.

« Ad una prima analisi il contenimento del nocciolo sarebbe rimasto intatto.[91]

A seguito delle esplosioni un dipendente ventitreenne è stato contaminato.[92] Alle 12:00 quattro dipendenti TEPCO e due operai di società collegate hanno riportato ferite (tutti sono rimasti coscienti) »

(Dichiarazioni della TEPCO, come al solito reticenti[93].)

Da quello che si conosce al giorno d'oggi, 60 ore dopo essere stato colpito dallo tsunami il reattore #3 esplodeva con una violenza molto maggiore a quella del primo (che in effetti non riusciva ad accumulare pressione perché il vessel era compromesso), andando in meltdown nucleare [94].

Le letture di pressione a seguito dell'esplosione sono rimaste all'interno di un range relativamente normale, mentre in precedenza erano state molto superiori: 530 kPa delle 6:30, 360 kPa delle 11:55, che sono da confrontare con i 250 kPa di livello di massima sicurezza, i 400 kPa di riferimento e gli 840 kPa del reattore 1 del 12 marzo.[91]

Il 16 marzo alle 8:34 ora locale è stato osservato del fumo bianco sollevarsi dal reattore 3. I tentativi di determinare la causa di tale avvenimento sono stati interrotti poiché tutti gli addetti sono stati evacuati in un'area sicura a causa dell'aumento della radioattività misurata[95]. Nel corso della giornata, poiché era aumentata la temperatura dell'acqua nella vasca del combustibile esausto, si era presa in considerazione l'ipotesi di spargere acqua con gli elicotteri grazie al supporto dell'Esercito; questi interventi sono poi stati cancellati per livelli di radiazioni troppo alti.[96]

Uno dei problemi che non viene adeguatamente considerato dai "fissionisti" è quello del combustibile nucleare "esausto" (spesso "caldissimo" sia termicamente che radiologicamente, tanto che ad una distanza di 20 metri un' esposizione di pochi minuti alle barre di combustibile esausto provoca la leucemia). Si tratta di grosse vasche di acqua profonde circa 8-10 metri, dove si hanno temperature di circa 30-40° C, che sono coperte da semplici tetti in lamiera o in cemento armato.

Fukushima Dai-ichi 4

Fino al 14 marzo, per il reattore numero 4 (che era fermo, aperto e senza combustibile nucleare) non erano stati riportati danni di alcun tipo.[97]

Il 15 marzo verso le ore 06:00 locali viene udita una forte esplosione proveniente dalla centrale e in seguito viene confermato il danneggiamento di una parte dell'edificio contenente il reattore numero 4.[98] Alle 09:40 si è poi verificato un incendio nella vasca del combustibile esausto, con probabile rilascio di radioattività da parte del carburante in essa presente[74][99]. La TEPCO ha affermato che il fuoco era stato spento entro le ore 12:00. Dato l'aumento del livello di radiazioni, alcuni lavoratori ancora presenti nell'edificio sono stati evacuati.[100][101] Alle 10:22 il livello delle radiazioni intorno al reattore era di 100 mSv/ora.[102]. L'incendio sarebbe stato causato dall'esplosione dell'idrogeno dovuta all'evaporazione dell'acqua della vasca, con conseguente esposizione delle barre di combustibile esausto.[102] Alle 21:13 le radiazioni all'interno dell'edificio 4 sono divenute troppo elevate all'interno della sala di controllo per potervi lavorare e sostare a lungo[103]. Solo settanta dipendenti sono rimasti all'interno dell'edificio.[104]

Il 16 marzo verso le 5:45 un dipendente della TEPCO ha scoperto un incendio presso l'angolo nordovest dell'edificio del Reattore 4 mentre trasportava una batteria alla sala di controllo centrale. La TEPCO ha informato dell'incidente i vigili del fuoco e le autorità locali.[105] Tentativi di spegnere l'incendio sono stati ritardati dagli alti livelli di radiazioni nella zona.[95]

Surriscaldamento e fusione nella vasca del combustibile esausto

La TEPCO ha comunicato l'esistenza di una piccola - ma non nulla - probabilità che la massa di carburante esposto possa raggiungere la criticità.[106][107] La BBC ha commentato che questa criticità non può significare una esplosione nucleare, ma potrebbe causare un rilascio prolungato di materiali radioattivi.[106] La criticità è di solito considerata altamente improbabile per il basso livello di arricchimento usato nei reattori ad acqua leggera.[108][109][110]

Fukushima Dai-ichi 5 e 6

Per i reattori 5 e 6 sono stati riportati danni meno gravi, ed in ogni caso non si sono avute conseguenze catastrofiche come nei reattori 1, 2, 3 e 4; sono monitorati e si continua a verificare la tenuta dei circuiti di raffreddamento.[97]

Il 19 marzo i tecnici hanno ripristinato il sistema di refrigerazione del combustibile esausto[111].

Tentativo di ripristino degli ausiliari

In generale la TEPCO ha affermato, nella conferenza stampa di mercoledì 16 marzo, che erano in corso interventi finalizzati ad allacciare generatori di supporto e riparare i generatori diesel di emergenza per ripristinare l'alimentazione elettrica esterna degli impianti. Si giungerebbe così al ripristino dei sistemi di spray del nocciolo, del raffreddamento RHR e degli ECCS entro i limiti di operabilità, visti i probabili danneggiamenti da parte delle esplosioni dei giorni precedenti. In assenza di ulteriori complicazioni, si prevede che per giovedì 17 marzo i sistemi ausiliari ancora integri rientrino in funzione.[112]. In seguito a difficoltà nel ripristino dei sistemi di raffreddamento dei reattori coinvolti e nell'urgenza di doverli refrigerare viene presa la decisione di inondare d'acqua marina l'esterno dei reattori stessi tramite mega-idranti ed elicotteri almeno nei periodi di bassa emissione di radioattività; questa misura di urgenza suscita inizialmente qualche perplessità in virtù del potere corrosivo dell'acqua salata di mare e crea tutta una serie di problemi successivi quali l'inondazione delle parti basse dei reattori e l'impossibilità di tornare immediatamente ad agire tentando di ripristinare i sistemi elettrici di raffreddamento. La TEPCO, a seguito dell'utilizzo di acqua salata di mare per il raffreddamento, farà comunque sapere che la centrale non rientrerà più in funzione. Sempre nei giorni a seguire, dopo le esplosioni degli involucri esterni dei reattori, si paventa anche l'idea di cementificare i reattori, misura poi non attuata.

Quadro di evoluzione dello stato dei reattori

Ove non specificato altrimenti, la fonte delle notizie per il giorno indicato è messa nella casella del giorno.

Giorno Evento
evacuazione
contaminazione
Fukushima Dai-ichi 1 Fukushima Dai-ichi 2 Fukushima Dai-ichi 3 Fukushima Dai-ichi 4 Fukushima Dai-ichi 5 e 6
11 marzo[73] Ore 14:46
Terremoto 9,0Richter
accelerazione orizzontale >0,5g,
3 km
Arresto automatico emergenza (SCRAM) per massima accelerazione sismica
da 460 MW
Alle 15:42 perdita totale dell'alimentazione elettrica
Arresto automatico emergenza (SCRAM) per massima accelerazione sismica
da 784 MW
Alle 15:42 perdita totale dell'alimentazione elettrica
Arresto automatico emergenza (SCRAM) per massima accelerazione sismica
da 784 MW
Alle 15:42 perdita totale dell'alimentazione elettrica
Spento per ispezioni periodiche con reattore aperto e vuoto Spento per ispezioni periodiche
12 marzo[78] Alle 15:36 osservata esplosione alla unità 1
20 km
1015 μSv/h alle 15:29[113]
Arresto automatico
Livello del refrigerante in diminuzione
Operato rilascio di gas per diminuire la pressione
Osservata esplosione
Il contenimento primario risulta intatto
Edificio danneggiato
Iniziata iniezioni di acqua marina e quindi di acido borico
I livelli di radiazioni superiori alla norma[77]
Arresto automatico
Livello del refrigerante basso ma stabile
Preparativi per rilasciare gas per diminuire la pressione
Arresto automatico
Preparativi per rilasciare gas per diminuire la pressione
Spento Spento
14 marzo[114]
ore 12:30
20 km
20 μSv/h alle 11:44
Combustibile danneggiato
Strutture di contenimento integre
Sistema di raffreddamento ECCS/RHR non operativo
Sistema di raffreddamento RCIC/MUWC non operativo
Edificio danneggiato
Livello dell'acqua sconosciuto
Pressione nel reattore stabile
Pressione nel contenimento stabile
Sospesa immissione acqua marina
Effettuato sfogo per diminuire la pressione
Combustibile non danneggiato
Strutture di contenimento integre
Sistema di raffreddamento ECCS/RHR non operativo
Sistema di raffreddamento RCIC operativo
Edificio integro
Livello dell'acqua sopra il combustibile
Pressione nel reattore stabile
Pressione nel contenimento stabile
In decisione immissione acqua marina
In preparazione sfogo per diminuire la pressione
Combustibile danneggiato
Strutture di contenimento integre
Sistema di raffreddamento ECCS/RHR non operativo
Sistema di raffreddamento RCIC/MUWC non operativo
Edificio danneggiato
Livello dell'acqua sconosciuto
Pressione nel reattore stabile
Pressione nel contenimento stabile
Sospesa immissione acqua marina
Effettuato sfogo per diminuire la pressione
Combustibile integro
Strutture di contenimento integre
Sistema di raffreddamento ECCS/RHR operativo
Sistema di raffreddamento RCIC/MUWC operativo
Edificio integro
Livello dell'acqua sicuro
Pressione nel reattore sicura
Pressione nel contenimento sicura
Immissione acqua marina non necessaria
Sfogo della pressione non necessario
Combustibile integro
Strutture di contenimento integre
Sistema di raffreddamento ECCS/RHR operativo
Sistema di raffreddamento RCIC/MUWC operativo
Edificio integro
Livello dell'acqua sicuro
Pressione nel reattore sicura
Pressione nel contenimento sicura
15 marzo[115]
ore 19:00
20 km
489,8 μSv/h alle 16:30
Combustibile danneggiato</br>Strutture di contenimento integre
Sistema di raffreddamento ECCS/RHR non operativo
Sistema di raffreddamento RCIC/MUWC non operativo
Edificio molto danneggiato
Livello acqua in ripristino dopo assenza
Pressione nel reattore stabile
Pressione nel contenimento stabile
Immissione acqua marina in corso
In preparazione sfogo per diminuire la pressione
Integrità combustibile sconosciuta
Strutture contenimento forse danneggiate
Sistema di raffreddamento ECCS/RHR non operativo
Sistema di raffreddamento RCIC/MUWC non operativo
Edificio lievemente danneggiato
Livello acqua sopra il combustibile
Pressione nel reattore fluttuante
Pressione nel contenimento ignota
In decisione immissione acqua marina
In preparazione sfogo per diminuire la pressione
Combustibile danneggiato
Strutture di contenimento integre
Sistema di raffreddamento ECCS/RHR non operativo
Sistema di raffreddamento RCIC/MUWC non operativo
Edificio danneggiato
Livello dell'acqua metà del nocciolo
Pressione nel reattore stabile
Pressione nel contenimento stabile
Effettuata immissione acqua marina
Effettuato sfogo per diminuire la pressione
Combustibile integro
Strutture di contenimento integre
Sistema di raffreddamento ECCS/RHR operativo
Sistema di raffreddamento RCIC/MUWC operativo
Edificio danneggiato
Livello dell'acqua sicuro
Pressione nel reattore sicura
Pressione nel contenimento sicura
Immissione acqua marina non necessaria
Sfogo della pressione non necessario
Livello basso dell'acqua del combustibile esausto
Combustibile integro
Strutture di contenimento integre
Sistema di raffreddamento ECCS/RHR operativo
Sistema di raffreddamento RCIC/MUWC operativo
Edificio integro
Livello dell'acqua sicuro
Pressione nel reattore sicura
Pressione nel contenimento sicura
Temperatura del combustibile in aumento
16 marzo[116]
ore 12:30
20 km
3391 μSv/h alle 11:00
Combustibile danneggiato
Strutture di contenimento integre
Sistema di raffreddamento ECCS/RHR non operativo
Sistema di raffreddamento RCIC/MUWC non operativo
Edificio seriamente danneggiato
Livello dell'acqua a metà nocciolo
Pressione nel reattore stabile
Pressione nel contenimento stabile
Immissione acqua marina in corso
Sfogo per diminuire la pressione in corso
Combustibile danneggiato
Strutture di contenimento forse danneggiate
Sistema di raffreddamento ECCS/RHR non operativo
Sistema di raffreddamento RCIC/MUWC non operativo
Edificio lievemente danneggiato
Livello dell'acqua in ripristino dopo assenza
Pressione nel reattore fluttuante
Pressione nel contenimento ignota
Immissione acqua marina in corso
In preparazione sfogo per diminuire la pressione
Combustibile danneggiato
Strutture di contenimento forse danneggiate
Sistema di raffreddamento ECCS/RHR non operativo
Sistema di raffreddamento RCIC/MUWC non operativo
Edificio danneggiato
Livello dell'acqua metà del nocciolo
Pressione nel reattore stabile
Pressione nel contenimento stabile
Immissione acqua marina in corso
Sfogo per diminuire la pressione in corso
Nessun dato sul combustibile esausto
Combustibile integro
Strutture di contenimento integre
Sistema di raffreddamento ECCS/RHR operativo
Sistema di raffreddamento RCIC/MUWC operativo
Edificio danneggiato
Livello dell'acqua sicuro
Pressione nel reattore sicura
Pressione nel contenimento sicura
Immissione acqua marina non necessaria
Sfogo della pressione non necessario
Combustibile integro
Strutture di contenimento integre
Sistema di raffreddamento ECCS/RHR operativo
Sistema di raffreddamento RCIC/MUWC operativo
Edificio integro
Livello dell'acqua sicuro
Pressione nel reattore sicura
Pressione nel contenimento sicura
Temperatura del combustibile in aumento
18 marzo[117]
ore 16:00
20 km
646,2 μSv/h alle 11:00
Combustibile danneggiato
Ignoto stato del reattore
Reattore non danneggiato
Sistema di raffreddamento ECCS/RHR non operativo
Sistema di raffreddamento RCIC/MUWC non operativo
Edificio seriamente danneggiato
Livello dell'acqua a metà nocciolo
Pressione nel reattore stabile
Immissione acqua marina in corso
Sfogo per diminuire la pressione in corso
Combustibile danneggiato
Ignoto stato del reattore
Strutture di contenimento danneggiate?
Sistema di raffreddamento ECCS/RHR non operativo
Sistema di raffreddamento RCIC/MUWC non operativo
Edificio lievemente danneggiato
Livello dell'acqua oltre la metà del combustibile
Immissione acqua marina in corso
In preparazione sfogo per diminuire la pressione
Nessun dato sul combustibile esausto
Combustibile danneggiato
Ignoto stato del reattore
Strutture di contenimento forse danneggiate
Sistema di raffreddamento ECCS/RHR non operativo
Sistema di raffreddamento RCIC/MUWC non operativo
Edificio molto danneggiato
Livello dell'acqua a metà nocciolo
Pressione nel reattore stabile
Pressione nel contenimento stabile
Immissione acqua marina in corso
Sfogo per diminuire la pressione in corso
Combustibile esausto lievemente danneggiato
Combustibile integro
Strutture di contenimento integre
Sistema di raffreddamento ECCS/RHR operativo
Sistema di raffreddamento RCIC/MUWC operativo
Edificio danneggiato
Livello dell'acqua sicuro
Pressione nel reattore sicura
Pressione nel contenimento sicura
Immissione acqua marina non necessaria
Sfogo della pressione non necessario
Combustibile integro
Strutture di contenimento integre
Sistema di raffreddamento ECCS/RHR operativo
Sistema di raffreddamento RCIC/MUWC operativo
Edificio integro
Livello dell'acqua sicuro
Pressione nel reattore sicura
Pressione nel contenimento sicura
Temperatura del combustibile in aumento
22 marzo[118]
ore 16:00
20 km
254,8 μSv/h alle 5:40
(ingresso ovest)
2015 μSv/h alle 15:00
(Edifici dei servizi)
Combustibile danneggiato
Ignoto stato del reattore
Reattore non danneggiato
Sistema di raffreddamento ECCS/RHR non operativo
Sistema di raffreddamento RCIC/MUWC non operativo
Edificio seriamente danneggiato
Livello dell'acqua a metà nocciolo o inferiore
Pressione nel reattore stabile
Pressione nel contenimento ignota
Immissione acqua marina in corso
Sfogo per diminuire la pressione sospesa
Nessun dato sul combustibile esausto
Combustibile danneggiato
Ignoto stato del reattore
Strutture di contenimento forse danneggiate
Sistema di raffreddamento ECCS/RHR non operativo
Sistema di raffreddamento RCIC/MUWC non operativo
Edificio lievemente danneggiato
Livello dell'acqua a metà del nocciolo o inferiore
Pressione nel contenimento bassa
Immissione acqua marina in corso
Preparazione sfogo per diminuire pressione
Combustibile danneggiato
Ignoto stato del reattore
Strutture di contenimento forse danneggiate
Sistema di raffreddamento ECCS/RHR non operativo
Sistema di raffreddamento RCIC/MUWC non operativo
Edificio seriamente danneggiato
Livello dell'acqua a metà nocciolo
Pressione nel reattore stabile
Pressione nel contenimento stabile
Immissione acqua marina in corso
Sfogo per diminuire la pressione in corso
Combustibile esausto danneggiato
Combustibile integro
Strutture di contenimento integre
Sistema di raffreddamento ECCS/RHR operativo
Sistema di raffreddamento RCIC/MUWC operativo
Edificio danneggiato
Livello dell'acqua sicuro
Pressione nel reattore sicura
Pressione nel contenimento sicura
Immissione acqua marina non necessaria
Combustibile esausto lievemente danneggiato
Combustibile integro
Strutture di contenimento integre
Sistema di raffreddamento ECCS/RHR operativo
Sistema di raffreddamento RCIC/MUWC operativo
Edificio integro
Livello dell'acqua sicuro
Pressione nel reattore sicura
Pressione nel contenimento sicura
Temperatura del combustibile buona

Conseguenze ambientali a breve termine

18 marzo-10 aprile del 2011

Dal 18 marzo al 10 aprile del 2011, a più di 7300 km di distanza [119] da Fukushima, nelle stazioni di rilevamento nei pressi della città di Vancouver (nella Columbia Britannica in Canada) viene rilevato un aumento della radioattività di 300 volte rispetto al valore normale, e specificamente per lo Iodio-131 di 1000 volte la concentrazione normale. [120]. Lo iodio radioattivo può provocare tumore della tiroide e altri disturbi di tipo ormonale.

21 marzo 2011

Il 21 marzo, l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che "le radiazioni provocate dal disastrato impianto nucleare di Fukushima ed entrate nella catena alimentare sono più gravi di quanto finora si fosse pensato" e che l'effetto dell'incidente "è molto più grave di quanto chiunque avesse immaginato all'inizio, quando si pensava che si trattasse di un problema limitato a 20-30 chilometri".[121] Radionuclidi eccedenti i limiti fissati dalla normativa nazionale sono stati rilevati nel latte prodotto nella prefettura di Fukushima e negli spinaci prodotti nelle prefetture di Fukushima, Ibaraki, Tochigi e Gunma.[122][123]

22 marzo 2011

Il 22 marzo, la TEPCO ha comunicato la presenza di iodio, cesio e cobalto nell'acqua di mare nei pressi del canale di scarico dei reattori 1, 2, 3 e 4.[124]

In particolare, si sono rivelati livelli di iodio-131 di 126,7 volte più alti del limite consentito, livelli di cesio-134 di 24,8 volte superiori, quelli del cesio-137 di 16,5 volte e quantitativi non trascurabili di cobalto-58.[125]
Nei giorni successivi i livelli di radioattività in mare hanno superato di oltre 4400 volte i limiti ammessi.[126]

26 marzo 2011: previsto arrivo della nube radioattiva di Fukushima in Europa

Secondo le autorità di sorveglianza francesi (IRSN e ASN), la nube radioattiva sprigionata a più riprese della centrale di Fukushima Dai-ichi arriverà sulla Francia attorno al 26 marzo.

Considerata la distanza dovrebbe essere non particolarmente intensa.[127]

28 marzo 2011: arrivo di una nube di Zolfo-35 sulla California

Il 28 marzo del 2011 viene rilevata una nube di atomi di zolfo radioattivi (totalmente anormale) nella città di San Diego in California, alcuni scienziati hanno cercato di collegare l'entità di questa radiazione alla quantità di radiazioni emesse dai reattori. Dopo il meltdown totale di 3 reattori e di 3/4 piscine del combustibile esausto, i tecnici della TEPCO pomparono centinaia di tonnellate di acqua marina sui tre reattori di Fukushima Dai-ichi, che evaporarono nell'atmosfera.

Rivedendo la letteratura, lo scienziato Antra Priyadarshi della University of California, San Diego (UCSD), ricordò che dopo i test nucleari negli anni cinquanta si formarono delle nubi di zolfo-35. Le reazioni nucleari emettono miliardi di particelle note come neutroni che provocano l'attivazione neutronica, di altre sostanza non radioattive, ad esempio il cloro (nel sale marino), trasformandolo in zolfo-35.

Lo zolfo, combinandosi con l'ossigeno forma l'inquinante anidride solforosa, che si trasforma in un aerosol di acido solforico delle piogge acide. Normalmente gli atomi di zolfo-35 si formano per i raggi cosmici (dall'argon atmosferico), ma il loro conteggio normale va da 180 a 475 (come solfati per metro cubo), il giorno 28 marzo, il suo registrò circa 1500 particelle, cifra mai vista in precedenza. In base ad una simulazione al computer, soltanto il 0,7% degli atomi radioattivi completarono il viaggio dalla California, in quantità non pericolosa. Ma basandosi sulla simulazione, la quantità di solfati radioattivi su Fukushima doveva essere circa 365 volte il normale. [128]

17 agosto 2011: inizio della "sindrome cinese" per i reattori di Fukushima

Il 17 agosto, i lavoratori di Fuskushima denunciano che due reattori non soltanto sono andati in "meltdown nucleare" ma che il "blog" di barre di combustibile fuse ha perforato tutta la base del contenimento (reattore senza "core catcher") e che ora si trovano al di sotto dell'edificio del reattore, dove probabilmente vengono refrigerati dalla falda freatica e stanno producendo del vapore che ha dato luogo a fessure nel suolo da dove fuoriescono sbuffi, iniziando un processo di inarrestabile affondamento negli strati geologici del terreno, la cosiddetta "sindrome cinese". [129]

26 ottobre 2011: nuove stime sul rilascio di radiazione da Fukushima

Il 26 ottobre del 2011, nuove stime "al rialzo" sul rilascio totale di xenon-133 e cesio-137 vengono eseguite dalla rivista "Atmospheric Chemistry and Physics" [130]. Questo articolo è stato tradotto in italiano, riassunto e commentato dal sito della rivista Le Scienze [131]

28 ottobre 2011: ufficialmente bandita tutta la carne dalla zona di Fukushima

Il 28 ottobre del 2011 continuavano a fuoriuscire vapori radioattivi da Fukushima. Finalmente (dopo mesi) la carne proveniente da Fukushima viene ufficialmente bandita. [132]

29 Ottobre 2011

Il 29 ottobre l'"Institute pour la Protection Radiologique et Securité Nucleaire" francese rivelava che l'inquinamento da cesio-137 dell'Oceano Pacifico
era 30 volte superiore a quanto dichiarato dalla TEPCO. [133]

9 Maggio 2012

Il 9 Maggio 2012, esperti di Stati Uniti e Giappone insieme a 73 Organizzazioni non Governative hanno inviato una petizione al Segretario dell'ONU Ban Ki Moon, chiedendo l'intervento urgente della Nazioni Unite per la stabilizzazione del reattore 4, tramite:

18 maggio 2012

Il 18 maggio è avvenuta l'eruzione del vicino vulcano Sakurajima; il 20 maggio terremoto di grado 6.2 nell'area nord-est che si affaccia sull'oceano pacifico, a 150 km dalla prefettura di Iwate; il 24 maggio, poco dopo la mezzanotte, sisma nella zona di Aomori, 6° grado della scala Richter.

Limitatissima evacuazione della popolazione

L'11 marzo, a seguito della mancata alimentazione dei sistemi di refrigerazione dell'impianto di Fukushima Dai-ichi, la TEPCO ha dichiarato lo stato di emergenza, questo ha portato le autorità ad evacuare la popolazione residente entro i 3 km dall'impianto, cioè 1000 persone circa.[73]

Nei primi giorni di aprile livelli di radioattività superiori ai limiti legali sono stati ufficialmente ammessi anche fra 30 e 40 km dalla centrale, ma per ora non si è dato corso ad evacuazioni.

Al 13 marzo, la TEPCO ha dichiarato di aver evacuato, in coordinamento con le autorità di governo, la popolazione residente entro un raggio di 20 km dalla Centrale Fukushima Dai-ichi e di 10 km dalla centrale di Fukushima Dai-ni.[136]

Il 15 marzo il premier giapponese Naoto Kan ha dichiarato che la zona di evacuazione attorno alla centrale di Fukushima è stata ampliata a un raggio di 30 km; tra i 20 e i 30 km l'abbandono delle case non è obbligatorio ma viene prescritto di non uscire di casa.[137]

In seguito il governo giapponese, dopo aver vietato l'accesso nel raggio di 20 km. attorno alla centrale, ha ordinato l'evacuazione di altre cinque città, site fuori da tale area.[138]

Città Popolazione evacuata[74]
Hirono-cho 5 387
Naraha-cho 7 851
Tomioka-cho 15 786
Okuma-cho 11 186
Futaba-cho 6 936
Namie-cho 20 695
Tamura-shi 41 428
Minamisouma-shi 70 975
Kawauchi-mura 2 944
Kuzuo-mura 1 482
Totale 184 670

Gli Stati Uniti hanno consigliato ai loro cittadini presenti in Giappone di evacuare un'area di 80 km dalla centrale.

Contaminazione della popolazione

Le autorità giapponesi stanno studiando una eventuale contaminazione radioattiva sui 170.000 residenti evacuati dalle zone entro i 20 km dagli impianti di Fukushima Dai-ichi e Fukushima Dai-ni, al 13 marzo nove persone sono risultate contaminate dalle prime analisi. L'agenzia per la sicurezza nucleare ed industriale giapponese, parte del ministero dell'economia, commercio ed industria, ha affermato che delle circa 100 persone evacuate da Futaba, nove risultano esposte a contaminazione, le cui cause sono al momento in ricerca. Delle persone contaminate, una risulta esposta a 18.000 conteggi per minuto (cpm), una seconda fra 30.000 e 36.000 cpm, una terza circa 40.000 cpm. Su una quarta persona sono state inizialmente misurati oltre 100.000 cpm, ma dopo una seconda misurazione (avvenuta a seguito dell'essersi tolto le scarpe) ha riportato le misure poco oltre 40.000 cpm. Sulle altre cinque persone sono state riscontrati livelli di contaminazione molto bassi. Un secondo gruppo di 60 persone, che è stato evacuato dall'ospedale pubblico di Futaba tramite elicotteri, è stato testato per contaminazione; per questi non sono ancora disponibili (alle 16.30 ora locale) i risultati delle analisi ma si presuppone che siano stati contaminati durante l'attesa per essere trasportati via. Altri gruppi di persone evacuate sono state riscontrate negative ai test di contaminazione.[113]

Per prevenire possibili deleteri effetti dagli isotopi di iodio radioattivo, le autorità hanno predisposto la distribuzione di pillole allo ioduro di potassio per saturare la tiroide e prevenire gli effetti di quello radioattivo. Questo permette al corpo di non assimilare lo iodio-131 se si è venuti a contatto con esso.[113]

Molte persone della zona lamentano sanguinamento dal condotto uditivo esterno [139], perdita di capelli [140] e diarrea sanguinolenta.

Alcuni studi riferiscono un aumento dei noduli tiroidei nella prefettura di Ibaraki [141].

Contaminazione e vittime fra i lavoratori

Alla data del 14 aprile dei circa 300 lavoratori dell'impianto di Fukushima Dai-ichi, 28 risultano aver ricevuto dosi superiori a 100 milli-Sievert nel periodo legato all'emergenza: per nessuno di essi è stato comunque superato il limite di 250 mSv fissato dalle Autorità giapponesi per gli interventi in emergenza. Come noto, tre lavoratori che operavano nell'edificio turbina per la stesura di cavi hanno riportato dosi elevate di radiazioni agli arti inferiori a seguito dell'esposizione all’acqua contaminata raccoltasi nell'edificio.

Per due dei suddetti lavoratori è stata stimata una dose compresa tra 2 e 3 Sv alle estremità degli arti inferiori.

Il 3 aprile è stato confermato il ritrovamento dei corpi di due lavoratori che il giorno del terremoto stavano operando presso l'Unità 4 la cui morte non è dovuta agli effetti delle radiazioni ionizzanti.

Durata nel tempo

Il 12 aprile 2012 il problema era ben alla lontana dall'esser superato: le radiazioni risultavano essere di 72 Sieverts l'ora, tanto forti da uccidere un uomo in 7 minuti. I tecnici hanno dichiarato che la tecnologia disponibile non regge a tale potenza e che serve sviluppare nuovi macchinari per rilevare le radiazioni, in quanto quelli presenti non resistono per più di poche ore[142].

Conseguenze genetiche a lungo termine

Rispetto ad una esplosione nucleare a fissione (che espelle verso la stratosfera una quantità di circa 9 kg di plutonio più alcuni elementi derivati dalla parziale fissione, più una nube di detriti dal terreno resi radioattivi per attivazione neutronica) si calcola che esplosioni come quella di Chernobyl abbiano disperso una quantità di radiazioni pari a 100 volte l'esplosione nucleare di Hiroshima [143], costituita da elementi simili, come uranio arricchito (al 90%), iodio-131 e cesio-137. Manca l'elemento stronzio, che non viene vaporizzato negli incendi dei reattori nucleari.

Il principale danno riguarda l'incremento dell'incidenza del cancro della tiroide, con circa 6.000 casi in eccesso ogni anno. [144]

A Chernobyl (evacuata dalla popolazione) è stato osservato un danno genetico cumulativo in varie generazioni di animali selvatici che vivono e si sono spontaneamente riprodotte nella zona, danno che si traduce in una marcata instabilità genetica. [145]

La natura e pericolosità della contaminazione di Fukushima, tuttavia, non può propriamente essere comparata a quella del disastro di Chernobil per due ragioni: in primo luogo, la maggior parte della contaminazione è di natura sotterranea ma anche marina: per prevenire il surriscaldamento di noccioli e piscine di stoccaggio, è necessaria una continua immissione di acqua di raffreddamento che si disperde nel sottosuolo, attraverso le crepe aperte dal terremoto. La seconda differenza critica rispetto a Chernobil è che questo fu sigillato dentro ad un sarcofago in un limitato lasso di tempo, mentre a Fukushima questa soluzione è impraticabile; la contaminazione sta' procedendo ininterrottamente fin dal primo giorno, e durerà ancora per un imprecisato numero di anni, secondo certe stime, e se non avvengono crisi sistemiche nell'economia del Giappone, dai 10 ai 20 anni.

E' ancora incerto quale tipo di percorso possa seguire la massa d'acqua radioattiva attraverso le falde freatiche della regione: di certo un gran parte si riversa continuamente in mare, ed una parte si diffonde nell'entroterra. Della data del 22 agosto 2012 è la notizia che da misurazioni su pesce catturato nella regione, sono stati rilevati elevatissimi tassi di radioattività, tali da suggerire il blocco della distribuzione di pesce. [146]

Conseguenze industriali internazionali

L'incidente nella centrale di Fukushima ha sollevato discussioni in varie nazioni del mondo inerenti al prosieguo o meno dell'utilizzo dell'energia nucleare (o della continuazione dei suoi programmi di sviluppo).

A tre mesi dall'evento, quattro Stati, al fine di verificare e/o rivedere le misure di sicurezza, avevano avviato brevi moratorie sui loro programmi nucleari, altri trenta li avevano invece mantenuti invariati mentre due Paesi (la Germania e la Svizzera) avevano manifestato l'intenzione di cancellarli nel lungo periodo (rispettivamente nel 2022 e nel 2034).[147] La Svizzera non ha però ancora ratificato tale decisione, essendo tuttora al vaglio del Parlamento elvetico.

Giappone

A metà maggio 2011 il primo ministro giapponese, viste anche le continue notizie negative sul fronte della soluzione del disastro, ha deciso di abbandonare i piani per la costruzione di 14 nuovi reattori a fissione.[148]

Il 14 giugno 2011 il ministro dell'Industria Giapponese, Banri Kaieda, commentando il risultato del referendum italiano del giorno precedente, ha ricordato che l'energia nucleare "continuerà a essere uno dei quattro importanti pilastri della politica energetica del Giappone come ha detto di recente anche il premier Naoto Kan nell'ambito del G8".[149]

Il Giappone sarebbe sull'orlo di un disastro atomico dieci volte peggiore a quello di Chernobyl, nel caso dovesse svuotarsi completamente (per cedimento in seguito a sisma superiore a 7 richter, o per un nuovo tsunami) la quarta piscina di refrigerazione del combustibile nucleare spento [150] [151].

Ad un anno di distanza, su 54 centrali atomiche soltanto due restano attive e la potenza massima complessiva è scesa a meno del 70% del massimo di potenza elettrica disponibile in Giappone prima dell'incidente [152] [153].

Cina

Nei giorni immediatamente seguenti all'incidente di Fukushima, ha sospeso l'autorizzazione alla realizzazione di 26 nuovi impianti nucleari, per verificare i criteri di sicurezza previsti, e ha deciso di effettuare una revisione straordinaria della sicurezza dei siti già esistenti e funzionanti.[154]

Francia

Il presidente Nicolas Sarkozy ha dichiarato a marzo di non avere timori perché «le centrali francesi sono le più sicure al mondo».[155]

Germania

Nell'immediato, il governo di Angela Merkel ha deciso di sospendere la decisione, presa l'anno precedente, di prolungare la vita di alcune centrali. Inoltre, i sette reattori più vecchi, costruiti prima degli anni Ottanta, sono stati fermati e sottoposti a una moratoria di tre mesi.[155]

Il 30 maggio 2011 il governo Merkel ha poi stabilito[156] di uscire dal nucleare nel 2022 (decisione ratificata in seguito da una legge approvata dai due rami del Parlamento tedesco), cominciando col fermare gli otto reattori più vecchi il 6 agosto 2011 e prevedendo di chiuderne altri sei entro la fine del 2011 ed i restanti tre entro il 2022[157].

L'obiettivo era di coprire questa quota di produzione sia tramite una ottimizzazione e riduzione dei consumi del 10% entro il 2020[158], sia aumentando la produzione da rinnovabili.[148] A metà giugno 2011 però, la Cancelliere Angela Merkel, durante l'audizione al Bundestag per la presentazione del pacchetto energia, ha dichiarato che, per garantire la sicurezza energetica nel prossimo decennio, la Germania avrà bisogno di almeno 10 GW, e preferibilmente fino a 20 GW, di capacità incrementale (addizionale ai 10 GW già in costruzione o progettati e previsti di entrare in esercizio nel 2013) da impianti a combustibili fossili (a carbone e a gas).[159]

Dal punto di vista industriale, la Siemens ha deciso l'uscita dal settore elettro-nucleare, dopo aver sciolto la partnership con la francese AREVA](consorzio CARSIB) per la costruzione dei reattori EPR e sospendendo in discussione l'alleanza con la russa Rosatom siglata due anni fa."/>

Italia

Inizialmente il ministro dell'ambiente, Stefania Prestigiacomo, ha dichiarato che «la linea del governo sul nucleare non cambia».[160] Il 23 marzo però il consiglio dei ministri approva una moratoria di un anno sul programma nucleare italiano.[161].

Il 19 aprile 2011 il governo italiano decide di inserire nella moratoria l'abrogazione delle norme che avrebbero previsto la possibilità di realizzazione di centrali nucleari in Italia[162]. Il 12 giugno e 13 giugno 2011, a seguito di una consultazione referendaria, viene abrogata la norma che prevede la possibilità, per il futuro, di realizzare nel territorio nazionale impianti di produzione di energia nucleare.[163]

Stati Uniti d'America

Nonostante le richieste di alcuni esponenti del suo stesso partito, il presidente Barack Obama ha negato che l'incidente giapponese rallenterà la ripresa nucleare americana, aggiungendo che le centrali americane sono sicure.[155]

Svizzera

Dopo l'incidente l'Ufficio federale dell'energia ha annunciato la sospensione del nuovo programma nucleare al fine di riesaminare e modificare gli standard di sicurezza.[164] Il 22 marzo 2011, il Parlamento cantonale di Argovia ha bocciato la richiesta di socialisti e i Verdi di sottoporre alle camere federali un'iniziativa per l'uscita dal nucleare in concomitanza con gli eventi giapponesi.[165] Tuttavia, il 25 maggio 2011, il Consiglio Federale Svizzero ha proposto l'abbandono graduale della fonte nucleare attraverso il blocco della costruzione di nuovi reattori e la conferma del calendario di chiusura (tra il 2019 e il 2034) delle centrali attualmente attive.[166][167] La decisione finale in merito verrà presa a dicembre 2011 dalla camera bassa del Assemblea Federale Svizzera.[168]

Unione europea

Günther Oettinger, commissario all'energia della Commissione europea, da sempre favorevole al nucleare, ha dichiarato il 15 marzo: «dobbiamo anche porci la domanda se, in Europa, in futuro, potremo soddisfare i nostri bisogni energetici senza il nucleare».[155].

Altri Paesi

Altre nazioni hanno annunciato che le vicende giapponesi saranno tenute in considerazione ai fini della sicurezza, ma che il programma nucleare non sarebbe cambiato.[155]

In molti Paesi già dotati di impianti nucleari è stato deciso intanto di rivedere le misure di sicurezza: è il caso dell'India e di Taiwan.[155]

Valutazioni sul rischio e il rilascio complessivo di radiazioni da Fukushima

Mobilitazione politica contro la disinformazione su Fukushima

Giappone

Rischio di incendio e ulteriore contaminazione radioattiva

Arnie Gundersen ha denunciato il rischio che la piscina di refrigerazione del combustibile esausto del reattore #4 di Fukushima Dai-Ichi possa collassare o creparsi per via di un terremoto, provocando l'incendio del combustibile esausto, fatto che allarma alcuni scienziati e ufficiali governativi di tutto il mondo, cosa che ha condotto l'esperto nucleare americano a chiedere al Giappone di convocare l'intervento mondiale per evitare una catastrofe. [170]

Note

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  2. PURE AND APPLIED GEOPHYSICS: Analysis of Radionuclide Releases from the Fukushima Dai-ichi Nuclear Power Plant Accident Part II
  3. Cesium 134 and 137 activities in the central North Pacific Ocean after the Fukushima Dai ichi nuclear power plant
  4. The radioactivity emitted into the atmosphere could represent 10% of the Chernobyl accident releases for I-131 and Cs-137 Analysis of Radionuclide Releases from the Fukushima Dai-ichi Nuclear Power Plant Accident Part II
  5. ENENEWS: Gundersen on RT: All 5 samples I took in Tokyo qualified as radioactive waste — People should never return to some areas 60km from Fukushima (VIDEO)
  6. Fukushima: Pacific Ocean Radiation Over 3,000 Times Normal — Doctors Refusing To Treat Radiation Poisoning
  7. NATURALSOCIETY.COM: A Single Piece of Radioactive Food Is Comparable to ‘Hundreds of X-Rays’
  8. ENVIRONMENTAL SCIENCE & TECHNOLOGY: Radiostrontium in the Western North Pacific: Characteristics, Behavior, and the Fukushima Impact
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  11. PURE AND APPLIED GEOPHYSICS: Analysis of Radionuclide Releases from the Fukushima Dai-ichi Nuclear Power Plant Accident Part II
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  14. WWW.SIMPLYINFO.ORG: New Discoveries In The Fukushima “Black Stuff” Mystery
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  19. White swallow found in Tokyo
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  23. TERRA REAL TIME: Le foche in Alaska stanno morendo di Cancro!
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  30. YOMIURI: TEPCO video heavily altered / Alternation shows utility's reluctance to make information available
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  33. FUKUSHIMAUPDATE.COM: More Reports Emerge Regarding Fukushima Cover Ups
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  141. Thyroid nodules rate in Fukushima is 20 times higher than in Chernobyl
  142. Fukushima: radiazioni così alte, che occorre nuova tecnologia per misurarle
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Filmati sul disastro nucleare di Fukushima Dai-ichi e conseguenze

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